Statistiche Web
SEI IN > VIVERE RIMINI > CRONACA
articolo

Sequestro di oltre 600 mila euro ad una società che ha indebitamente percepito un finanziamento dello stato

2' di lettura
165

I Finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, nell’ulteriore sviluppo del servizio dello scorso febbraio, hanno dato esecuzione nei giorni scorsi ad un sequestro preventivo per oltre 600.000 euro nei confronti di un noto imprenditore riminese operante nel settore turistico-alberghiero, quale profitto del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’attività scaturisce dagli accertamenti finalizzati alla ricerca di soggetti percipienti di finanziamenti garantiti dallo stato e gestiti da Mediocredito Centrale. In particolare i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno elaborato un sofisticato metodo investigativo avvalendosi dell’informatica operativa per poter selezionare all’interno della platea di oltre 14 mila percettori, le situazioni a più elevato rischio e meritevoli di approfondimento, così da poter concentrare l’attenzione operativa su di essi anziché procedere con controlli a campione.

Tra queste è emersa in particolare una società con sede a Rimini, esercente l’attività di “Alberghi” che ha richiesto ed ottenuto un finanziamento garantito dallo Stato di circa 600 mila euro il cui profilo è apparso da subito critico e meritevole di ulteriori indagini, destinato alla realizzazione di fabbricati ed opere murarie e acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature, entro 9 mesi dall’erogazione. Tali interventi non risultano mai essere stati effettuati e pertanto la società, che non risulta peraltro intestataria della proprietà o di contratti di locazione di alcun immobile, non avrebbe correttamente impiegato le somme ricevute.

Requisito per l’ottenimento del finanziamento era inoltre la presentazione di un progetto di investimento la cui copertura era al 20% di risorse proprie e 80% dal citato finanziamento. Dalle investigazioni è emerso che la società avrebbe ricevuto le somme necessarie a coprire la quota di sua spettanza, circa 200 mila euro, da due società che ne detenevano la proprietà ma riconducibili allo stesso alveo familiare, salvo poi restituirle ad una delle due dopo l’ottenimento del finanziamento, a pagamento della vendita di mobilio che, dalla documentazione acquisita, non risulterebbe mai essere avvenuta.

L’operazione prosegue senza sosta con lo scopo di intercettare il maggior numero di indebite percezioni possibili e s’inquadra nel più ampio contesto della lotta alle frodi a danno della collettività e testimonia, ancora una volta, la vulnerabilità di un comparto, quello dei finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato o a fondo perduto, oggi suscettibile di ancora maggiori rischi di speculazioni per via della crisi determinata dalla pandemia da COVID-19.

È attivo il servizio di notizie in tempo reale tramite Whatasapp e Telegram di Vivere Rimini.
Per Whatsapp aggiungere il numero 376.0317899 alla propria rubrica ed inviare allo stesso numero un messaggio.
Per Telegram cercare il canale @vivererimini o cliccare su t.me/vivererimini.
Sono attivi anche i nostri canali social: Facebook: facebook.com/vivererimini/ e Twitter: https://twitter.com/Vivererimini





Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2021 alle 14:12 sul giornale del 18 dicembre 2021 - 165 letture