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Riccione: operazione tacchi a spillo, arrestati rumeni per prostituzione minorile

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I militari della Compagnia Carabinieri di Riccione, coadiuvati dai colleghi di Rimini, dopo aver circonadato un edificio in corso d’Augusto, hanno fatto irruzione all’interno di una abitazione, sottoponendo a fermo cinque rumeni accusati di sfruttamento della prostituzione minorile.

Costantin Mugurel Popescu, nato in Romania nel 1981 e domiciliato a Rimini, con vicende penali a carico, Leonard Laurentiu Pirlea, nato in Romania nel 1989 e domiciliato a Rimini, Sever Laurentiu Voinesco, nato in Romania nel 1983 e domiciliato a Rimini, Adina Niculina Neculai, nata in Romania nel 1980 e residente a Rimini, e Roxana Andreea Vlad, nata in Romania nel 1985 e domiciliata a Rimini, presso un residence, con vicende penali a carico, perchè accusati, a vario titolo, di sfruttamento, favoreggiamento, induzione, tratta e prostituzione minorile.

L’indagine era stata avviata agli inizi dello scorso mese gennaio dai Carabinieri della Tenenza di Cattolica che avevano sviluppato una notizia inerente un’attività di sfruttamento di prostitute minorenni. Sin dalle prime verifiche, successivamente documentate con reiterati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, i Carabinieri sono riusciti ad individuare i tre uomini, uno dei quali fungeva anche da autista, accertando che gli stessi si occupavano di accompagnare e controllare costantemente l’attività di meretricio. Contestualmente, i Carabinieri hanno accertato che le due donne, anch’esse prostitute, avevano il compito di “insegnare il mestiere" alle ragazze straniere tra le quali anche una 17enne, di cui la rumena 26enne aveva pubblicizzato le prestazioni mediante annunci su siti internet dedicati.

I militari hanno anche appurato che le donne, tutte domiciliate all’interno di un residence a Miramare di Rimini, erano state portate in Italia corrompendo la polizia di frontiera romena e successivamente indotte a prostituirsi. Le due “insegnanti” ed i “tre guardiani”, dopo aver stabilito le tariffe delle prestazioni sessuali, istruivano le nuove prostitute sul comportamento da adottare in strada con i clienti, garantendo loro anche adeguata pubblicità con annunci internet. La contestuale perquisizione nel covo riminese ha permesso di rinvenire e sequestrare un personal computer portatile, con immagini della minore seminuda ed altre immagini da inserire negli annunci on-line, nonchè un telefono cellulare e mille euro in contanti.





Questo è un articolo pubblicato il 17-02-2012 alle 21:27 sul giornale del 18 febbraio 2012 - 2279 letture