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L'Emilia Romagna cerca di frenare il boom dell'azzardo

19/12/2017 -

Molto spesso l'Emilia Romagna si è trovata in testa in molte classifiche ma questa volta essere nei piani alti di queste graduatorie non era proprio auspicabile...

Uno studio di ricerca pubblicato nelle ultime settimana ha infatti messo in rilievo come l'Emilia Romagna sia la seconda regione in cui si spende di più pro capite in gioco d'azzardo e scommesse. La nostra realtà è sorpassata per pochissimo dalla Lombardia e precede l'Abruzzo. Anche a livello di province, ne troviamo quattro nella top 30 ovvero Bologna, Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Venendo alla nostra Rimini, in città ogni abitante, in media, ha speso oltre 1000 euro, 1055 per la precisione, soltanto in macchine da gioco nel corso di tutto il 2016. L'insieme delle giocate è stato di 157,23 milioni di euro divisi nei 1.145 apparecchi presenti sul territorio comunale.

Se invece andiamo ad analizzare la presenza di apparecchi da gioco per ogni mille abitanti, l'Emilia Romagna scende al sesto posto, preceduta da Molise, Abruzzo, Calabria, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. Un altro dato significativo a livello nazionale è che negli ultimi 3 anni il fatturato dell'industria del gambling è andato costantemente crescendo in tutte le regioni d'Italia con la sola eccezione del virtuoso Piemonte.

Il boom del gioco d'azzardo sta da tempo facendo correre ai ripari le istituzioni ed anche l'Emilia Romagna si è già dotata di una legge regionale per porre dei limiti all'apertura di punti scommesse e gioco d'azzardo rispetto a vari luoghi sensibili.

Molto spesso questo tipo di interventi viene spesso criticato da molti, ricordando che su Internet si può giocare a qualsiasi tipo di attività d'azzardo come il blackjack online a qualsiasi ora del giorno e della notte semplicemente avendo un dispositivo connesso alla rete. Vari studi hanno comunque messo in luce che le motivazioni e l'approccio psicologico al gioco online e a quello nel mondo reale sono in molti casi divergenti e quindi questo tipo di restrizioni che vengono messi dalle legislazioni non possono essere correlati in modo del tutto proprio a quello che si può fare sul web.

Tra le novità più particolari rispetto alle altre leggi simili di cui si sono dotate altre regioni d'Italia, è stato il divieto anche delle slot con ticket redemption per i minorenni. Queste slot in pratica, a differenza di quelle tradizionali, non premiano in denaro ma con dei ticket che una volta accumulati in gran numero, potevano poi essere consegnati al gestore della sala giochi e ricevere un premio più o meno grande a seconda di quanti ticket venivano consigliati.

Si è deciso di vietarle ai minorenni perché la vincita di ticket invece di denaro è stato comunque considerato azzardo oltre che essere un modo propedeutico ai giovani di avvicinarsi troppo precocemente al mondo del gioco d'azzardo. Sia chiaro, non capita soltanto con queste ticket slot. Molto spesso gli adulti sottovalutano gli effetti che giochi considerati innocui come gratta e vinci e similari possono avere su ragazze e ragazzi. Anche per questo in regione e in tutta Italia stanno aumentando esponenzialmente le attività di prevenzione nelle scuole per informare i giovani sui rischi che il gioco d'azzardo patologico o ludopatia che dir si voglia, può avere sulle loro vite.





Questo è un articolo pubblicato il 19-12-2017 alle 14:53 sul giornale del 20 dicembre 2017 - 177 letture

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