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Truffa da 200mila euro alla compagnia telefonica, 8 indagati

12/03/2016 - Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rimini, dr. Cerioni, hanno notificato nel pomeriggio di ieri l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 8 indagati accusati di organizzazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti di truffa, sostituzione di persona e di falso in scrittura privata.

Gli otto indagati, avevano profili e ruoli diversi nell’ambito dell’organizzazione: il capo ed organizzatore svolgeva un ruolo di coordinatore dell’attività illecita posta in essere dagli altri associati, compiendo personalmente le attività di ritiro cellulari, nonché compilazione ed invio dei falsi contratti. L'altro capo, invece, si dedicava ad acquisire i dati d’interesse delle ditte già clienti a nome delle quali richiedere l’invio dei cellulari, sfruttando il suo ruolo di agente commerciale della stessa società telefonica. Il terzo componente, invece, titolare di un esercizio commerciale di telefonia in Rimini forniva copie di documenti di identità e dati d’interesse di alcune ditte già clienti della nota società telefonica, utili per compilare i falsi contratti, e riceveva i telefoni provento delle truffe che rivendeva a mezzo i propri canali commerciali. Gli altri cinque, invece, fornivano supporto logistico e si occupavano del ritiro dei cellulari spediti dalla società presso indirizzi di comodo a mezzo corriere.

Il sistema utilizzato dagli otto indagati, tutti residenti nelle province di Rimini, Pesaro e Ancona, per indurre in errore, raggirare e truffare la compagnia telefonica era sempre il medesimo. Gli indagati recuperavano gli effettivi numeri di utenze e sim relativi a utenze intestate a una società già cliente (e del tutto ignara dell’operazione) e con quei numeri provvedevano alla compilazione di falsi contratti “Proposta di sottoscrizione offerta Soluzione telefono/rata Telefono” che prevedevano per le utenze indicate l’invio di telefoni cellulari di ultima generazione. I telefoni venivano quindi recapitati dalla società di telefonia alle società clienti presso un indirizzo diverso da quello reale. Ad attendere i telefoni vi erano i complici, che ritiravano i plichi appropriandosi in tal modo con ingiusto profitto dei telefoni cellulari, che provvedevano a rivendere.

Il predetto sistema di truffa è stato ripetuto oltre 70 volte, commessi tra il 2013 e il 2014 a Rimini, nei confronti di numerose società (già clienti), riuscendo a “ottenere” 435 smartphone, provocando un danno patrimoniale alla società di telefonia di circa 200 mila euro.

Si attendono le determinazioni che l’Autorità Giudiziaria adotterà in merito.





Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2016 alle 17:48 sul giornale del 14 marzo 2016 - 692 letture

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